Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità
Adesso è un rapporto davvero
Ma siamo partiti da zero
All’inizio era poca ragione
Nel vortice della passione
E fare e rifare l’amore
Per ore, per ore, per ore
Aver poche cose da dirsi
Paura ed a volte pentirsi
Ed io coi miei sbalzi d’umore
E tu con le solite storie
Lasciarsi ogni due settimane
Bugie per non farmi soffrire
Ma a volte era meglio morire
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità
Adesso sembriamo due amici
Adesso noi siamo felici
Si litiga quello è normale
Ma poi si fa sempre l’amore
Parlando di tutto e di tutti
Facciamo duemila progetti
Tu a volte ritorni bambino
Ti stringo e ti tengo vicino
Sincerità
Scoprire tutti i lati deboli
Avere sogni come stimoli
Puntando all’eternità
Adesso tu sei mio
E ti appartengo anch’io
E mano ella mano dove andiamo si vedrà
Il sogno va da se, regina io e tu re
Di questa storia sempre a lieto fine
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità…
Adoro questo pezzo... non riesco a togliermelo dalla testa :)
Eluana è morta. Dopo 17 anni di agonia finalmente ha smesso di soffrire.
Suo padre ha tutto il mio appoggio per tutto quello che ha fatto e per tutto quello che ha passato.
Esigo il testamento biologico. Esigo decidere IO della mia vita. Esigo morire se mai dovessi trovarmi a vegetare in un letto. E soprattutto esigo essere libera di prendere la mia decisione in base al mio credo e alla mia coscienza.
«Invidio chi ha certezze sul caso Englaro. Personalmente non ne ho, nè religiose nè scientifiche. Ho solo dubbi, uno su tutti: qual è e dov’ è il confine tra un essere vivente e un vegetale? Penso che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di fornire una risposta. E avverto il dovere di rispettarla». Gianfranco Fini.
Ho un problema: la prima impressione che ho di una persona difficilmente riuscirò a cambiarla se si tratta di un qualcosa di negativo. E soprattutto difficilmente sbaglio. Se poi vieni anche a invadere i miei spazi hai proprio finito.
Non riesco a togliermela dalla testa!!! E' fanstastico!!! XD
Ieri ero sul tram, il solito tram che prendo tutte le sere per tornare a casa.
Fa una fermata di fronte alla Facoltà di ECONOMIA e qui salgono 2 studenti. Un ragazzo e una ragazza che avranno all'incirca 22/23 anni dato che frequantano il 3 anno.
Lui è il classico studente modello all'apparenza: occhialetti, sbarbato ed atteggiamento da secchione. Ma i secchioni buoni, quelli che se possono ti suggeriscono.
Lei invece è lo stereotipo della fighetta Torinese che frequanta Economia: voce da oca, vestiti alla moda, capello perfettamente stirato, trucco curato, ipod nelle orecchie e borsa del portatile rigorosamente Apple
Avendo la batteria scarica dell'HTC e non potendo quindi ascoltare musica, ho fatto caso ai loro discorsi. Dai! Chi di voi non lo ha mai fatto?
Iniziano a parlare dell'università, dei corsi, degli esami. E fin qui tutto bene.
Poi passano ad argomenti più leggeri... e qui iniziano le perle di saggezza di lei.
Dice che questo mese c'è il compleanno del suo fidanzato, che festeggierà con lui il mesiversario (scopro inseguito che stanno insieme da 4 anni... e festeggiano ancora il mesiversario??!! bha) e che il mese prossimo è natale, quindi dovrà mettere in conto almeno 600/700€ per questi regali. ...600/700€???!!! o_O La reazione dell'amico è simile alla mia: stupore (misto a invidia) per una cifra così alta dedicata a regali.
Ed ecco in arrivo la prima perla si saggezza elargita dalla fighetta: "Se se i tirchio nei regali, sei tirchio anche nella vita e nei sentimenti!"
...buahahahahah!!! (risata ovviemente trattenuta dalla sottoscritta) Vi lascio immaginare la faccia del tipo :)
Comunque i discorsi continuano e arrivano a parlare di Roma. Città stupenda in cui lei è stata con il fidanzato per il loro 4° anniversario. Racconta cosa hanno visto e cita i musei vaticani. A qual punto lui dice qualcosa che non riesco a cogliere (mica ho il super udito come superman) e lei risponde: "Ah, si. Quel posto dove ci sono tutti quei tipi vestiti strani!"
Lui: "Le Guardie Svizzere"
Lei: "Ah... le Guardie Svizzere." attimo di silenzio per pensare e poi: "Ma se sono SVIZZERE... cosa ci fanno in Vaticano?"
Buahahahahah!! Non sono riuscita a trattenere la risata.
La reazione del ragazzo è stata semplicemente schiacciare il pulsante per aprire le porte e fiondarsi giù dal tram.
E gente così fa ECONOMIA E COMMERCIO!!! Ohsignur, dove andremo a finire?
Fonte: La Repuublica - Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos
Riporto l'articolo completo da sito de LA REPUBBLICA... parla da se.
Caschi, passamontagna e bastoni. E quando passa Cossiga
un anziano docente urla: "Contento ora?"
Un camion carico di spranghe
e in piazza Navona è stato il caos
La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti
di CURZIO MALTESE
Gli scontri di ieri a Roma
Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.
Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.
Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".
Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".
Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".
È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".
Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.
Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.
A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".
(30 ottobre 2008)

S T U P E N D O!
E' stato divertentissimo... tutto! Dalla cena e backstage a casa di Fox-Sberla alla festa al Lago di Baloss.
Rivoglio una serata così al più presto! :)
The A-Team

Marco Vehe Hannibal - Enrico Y Murdock - Goziel P.E. Baracus - Ale Fox Sberla
Sooo GlamouV :)

Tina-Jem e Me-Madonna "Like a Virgin" Video
Si... ennesima sensazione... ennesima conferma alla mia teoria, quindi GUERRA APERTA.
Non sopporto le persone che non sono coerenti con le loro decisioni.
Non sopporto le persone senza palle e con un orgoglio pari a zero.
Non sopporto le gatte morte.
Non sopporto le persone finte.
Non sopporto le persone vuote.
Non sopporto le persone false e chi mi prendono per il culo.
Ora so e mi comporterò di conseguenza.
Non si tratta propriamente di vendetta la mia... chi vivrà vedrà.